——— Citeam pe blogul Alinei Harja, prietena și colega mea de trust de la Roma… Am fost uimita de puterea cuvintelor ultimei ei scrieri inainte de a pleca in vacanta… Pentru cei care inteleg limba italiana, am pus aici scrierea ei de o totala profunditate care m-a zguduit enorm… Pentru ea, ca si pentru multi altii, sfarsitul de an si inceputul unui altul nou, sunt motiv clar de renastere…—————

 

 

Ieri sera è morto il mio cuore… finalmente dopo due anni di agonia lenta, feroce, l’ho sentito spegnersi… troppe ferite, troppe coltellate… ed ieri sera, la coltellata finale… alle spalle, vigliacca… come vigliacco sa essere chi non è in  grado di sentire, come vigliacca diventerò anche io…come vigliacco è chi vuole rimuovere le proprie responsabilità…

Ieri ero viva e lo sentivo, davvero viva nel dolore che bruciava la carne ed i nervi… viva ed all’apice della disperazione. Poi il dolore si è spento, piano piano.

E mi sono sentita immune a tutto… Nessuna frase non feriva più, tutto passava di lato. Adesso tutto passa di lato.

E non sono nemmeno in lutto per questo, perché anche il lutto passa attraverso il cuore, che oggi non c’è più.

E non c’e’ nemmeno più l’amaro, la desolazione…

L’inizio e la fine di una vita è sempre segnato dal dolore. Forse cosi è stata la nascita del mio cuore. Forse anche quello mi ha fatto male, ma quello non me lo ricordo, come probabilmente nemmeno questo lo ricorderò ad un certo punto. Forse un giorno mi chiederò come è che è morto il mio cuore? Quando? Cos’è successo?

Ecco perché questo post. Per ricordare. Si, per ricordare che qualche tempo fa nel mio petto c’era un cuore. Per poter dire, quando sarò accusata di essere fredda, spietata, che non sono sempre stata cosi.

Ed oggi finalmente non mi auto-punisco più perché non mi sento nemmeno più in colpa. E’ come se avessi gia sacrificato la parte migliore di me, come se avessi all’improvviso azzerato tutti i conti.

Guerra passata, addio lacrime…

E non c’è più manco la rabbia, la frustrazione, il desiderio di vendetta… Non voglio né bene né male… Semplicemente non voglio… Né a me, né agli altri.

Tutto mi è indifferente, tranne il lavoro, la razionalità… la fredda razionalità…

 E sono persino contenta. Si, contenta di non soffrire più, di non sentire più quel ferro rovente nel petto. Contenta di non elemosinare più un po’ d’affetto. Non ne ho più bisogno.

Ho sbagliato accanendomi di tenerla in vita. Dovevo lasciarla andare prima. Ma ormai è andata cosi.

Ed oggi nemmeno la notizia che mio nono sta male non mi ha più toccata… ma è comunque un dovere… e devo fingere che mi importa davvero… quando mi importa solo come dovere…

Ed adesso sono esattamente come te… MORTA.

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